LA PREVENZIONE DELLA MACULOPATIA UMIDA
La maculopatia umida, nota anche come essudativa, rappresenta una delle due varianti principali della degenerazione maculare legata all’età, conosciuta anche come maculopatia senile. Sebbene sia la meno comune, riguardando solo il 15-20 per cento dei casi, è considerata la forma più aggressiva e potenzialmente grave.1 In circa un paziente su cinque la malattia può evolvere nella forma umida, mentre in altri casi può manifestarsi direttamente in questa variante sin dall’esordio.2,3
La patogenesi
La maculopatia umida richiede un intervento tempestivo, poiché può compromettere totalmente la visione centrale, ovvero quella necessaria per percepire i dettagli e svolgere attività come leggere o riconoscere i volti.3 Si manifesta con la formazione anomala di nuovi vasi sanguigni sotto la retina (neoangiogenesi),4 un tentativo dell’organismo di compensare la ridotta ossigenazione dovuta all’ostruzione dei vasi esistenti, causata dai depositi di drusen maculari, cioè raccolte di scorie lipidiche e proteiche. Tuttavia questi vasi aggravano il danno retinico in quanto, molto fragili, possono dar luogo a emorragie ed edemi, cioè accumuli di liquido sieroso, che compromettono la macula e peggiorano la qualità visiva.3,4
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PP-PF-OPHT-IT-0109-1


