Maculopatia umida: sintomi, cause e trattamenti
Riconoscere i segnali della malattia e conoscere le opzioni disponibili per preservare la funzione visiva.

La maculopatia umida, o essudativa, è una delle due forme principali della degenerazione maculare legata all'età, o maculopatia senile (l'altra è la forma secca). È la meno frequente, interessando circa il 15-20% dei casi, ma è anche quella potenzialmente più grave.
Circa il 20% dei pazienti con maculopatia secca può assistere a un'evoluzione verso la forma umida; in altri casi, invece, la patologia si manifesta direttamente in forma essudativa
Come avviene il danno alla macula
La maculopatia umida è una condizione particolarmente grave e deve essere affrontata tempestivamente: in caso contrario può compromettere in modo significativo la visione centrale, cioè la visione dei dettagli.
In questa patologia si assiste alla formazione anomala di nuovi vasi sanguigni sotto la retina, un fenomeno chiamato neoangiogenesi.
La neoangiogenesi rappresenta una risposta della retina alla ridotta ossigenazione causata dall'ostruzione dei vasi esistenti, dovuta all'accumulo di scorie lipidiche e proteiche sotto forma di aggregati chiamati drusen maculari.
Sebbene si tratti inizialmente di un meccanismo di difesa, i nuovi vasi sanguigni finiscono per peggiorare il danno retinico anziché limitarlo.
I principali meccanismi responsabili del danno sono:
• Emorragie: i neovasi, particolarmente fragili, possono sanguinare facilmente, peggiorando la capacità visiva.
• Edemi: i neovasi rilasciano sostanze sierose che si accumulano negli strati della retina formando edemi che danneggiano la macula.
Cause e fattori di rischio
La causa esatta della degenerazione maculare umida non è nota. Tuttavia, sono stati identificati diversi fattori che possono aumentarne il rischio:
- Età: l'invecchiamento rappresenta il principale fattore di rischio e la patologia compare generalmente dopo i 50-55 anni.
- Sesso femminile.
- Razza caucasica.
- Familiarità: la presenza di parenti affetti dalla patologia aumenta il rischio.
- Obesità: può favorire una progressione più rapida della malattia.
- Ipertensione arteriosa.
- Ipercolesterolemia.
- Fumo di sigaretta.
- Eccessiva esposizione al sole nel corso della vita, che può contribuire a danneggiare la retina.
I sintomi della maculopatia umida
La degenerazione maculare umida non interessa la visione periferica e non causa cecità totale. I sintomi tendono però a comparire rapidamente e a peggiorare nel tempo. Possono includere:
Alterazione cromaticacon colori meno vividi;
Metamorfopsiacioè la percezione distorta delle linee rette e dei contorni nella parte centrale del campo visivo;
Scotoma positivoovvero la percezione di una zona sfocata al centro del campo visivo;
Visione sfocatacon difficoltà crescenti nella lettura, nel riconoscimento dei volti, nella guida e nelle attività che richiedono una buona acuità visiva;
Fotofobiacioè fastidio alla luce e difficoltà visiva in ambienti molto illuminati. Alcune persone possono anche avere difficoltà ad adattarsi a condizioni di scarsa luminosità.
Diagnosi: quali esami sono necessari
Per diagnosticare la degenerazione maculare umida, l'oculista raccoglie la storia clinica e familiare del paziente e procede con una serie di esami:

Esame del fondo oculare
dopo la dilatazione della pupilla, l'oculista osserva retina e macula mediante la lampada a fessura per individuare eventuali alterazioni, compresi i drusen maculari

Test di Amsler
consente di valutare la presenza di distorsioni visive o aree centrali alterate

Angiografia con fluoresceina
permette di evidenziare anomalie vascolari ed eventuali emorragie mediante immagini fotografiche della retina

Tomografia a coerenza ottica (OCT)
esame di imaging non invasivo che consente di osservare sezioni dettagliate della retina e monitorare ispessimenti, assottigliamenti o accumuli di liquido

Angio-OCT
esame che consente di identificare eventuali accumuli di liquidi e la presenza di neovasi patologici.
Le terapie: gli anti-VEGF
A differenza della forma secca, la maculopatia umida può oggi essere controllata attraverso diverse strategie terapeutiche. Sono disponibili terapie farmacologiche e integratori in grado di supportare il trofismo della retina e il microcircolo.
Tuttavia, le opzioni più efficaci sono rappresentate dalle iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF, somministrate direttamente all'interno del bulbo oculare.
Questi farmaci agiscono interferendo con il fattore di crescita dell'endotelio vascolare (VEGF) e rallentano la formazione di nuovi vasi sotto la retina, contribuendo a contenere la progressione della malattia.
Gli anti-VEGF sono utilizzati da anni e rappresentano oggi il riferimento terapeutico per il trattamento della degenerazione maculare umida.
Come avvengono le iniezioni intravitreali
La procedura è generalmente sicura e non dolorosa, anche se può risultare fastidiosa.
Viene eseguita in sala operatoria o in ambulatorio, dopo anestesia locale mediante colliri specifici.

Le iniezioni seguono uno specifico protocollo terapeutico con tempistiche stabilite dall'oculista e vengono ripetute secondo un programma definito nel tempo.
Trattamento e follow-up
In alcuni casi l'oculista può ricorrere anche alla fotocoagulazione laser, una procedura utilizzata per trattare alcuni neovasi responsabili del sanguinamento a livello della macula. Si tratta tuttavia di un trattamento meno impiegato rispetto al passato e generalmente non utilizzato quando i neovasi sono localizzati sotto il centro della macula.
Quando la visione centrale è già compromessa, possono essere utili percorsi di riabilitazione visiva, che aiutano il paziente a sviluppare strategie per adattarsi ai cambiamenti della vista.
In presenza dei fattori di rischio noti, è importante sottoporsi regolarmente a visite oculistiche per individuare precocemente eventuali segni di degenerazione maculare, prima che la vista subisca alterazioni evidenti.