SCOMPENSO CARDIACO

Per conoscere meglio lo scompenso cardiaco 

Che cos’è, quali sintomi può causare e quali strategie vengono utilizzate per diagnosticarlo e trattarlo. 

Persona anziana seduta sul bordo di un lettino durante una visita medica, mentre un professionista sanitario con camice bianco e stetoscopio tiene una cartella e appoggia una mano sulla spalla della persona.

Lo scompenso cardiaco, o insufficienza cardiaca, è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare una quantità di sangue adeguata alle esigenze dell’organismo.

Può manifestarsi con sintomi come affanno, stanchezza e ridotta tolleranza allo sforzo. L’accumulo di liquidi può inoltre causare gonfiore agli arti inferiori e difficoltà respiratorie.

Lo scompenso cardiaco può svilupparsi in seguito a diverse patologie, tra cui cardiopatia ischemica, infarto del miocardio, ipertensione arteriosa e malattie delle valvole cardiache.

Diagnosi, trattamento e gestione della malattia 

Il percorso di cura può comprendere farmaci, dispositivi cardiaci impiantabili, procedure interventistiche e interventi chirurgici. A questi si affiancano cambiamenti dello stile di vita e il monitoraggio regolare dei sintomi.

Le cure hanno l’obiettivo di ridurre i sintomi, rallentare la progressione della malattia, limitare i ricoveri ospedalieri e migliorare la sopravvivenza. Una diagnosi precoce e la partecipazione attiva del paziente sono aspetti importanti per la gestione dello scompenso cardiaco nel tempo.

In questa sezione trovi informazioni sui sintomi, sulla diagnosi, sulle terapie disponibili e sui principali fattori di rischio associati allo scompenso cardiaco. 


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      Fibrillazione atriale (FA), Humanitas Research Hospital https://www.humanitas.it/malattie/fibrillazione-atriale/ 
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      Trombosi venosa profonda, ISSalute, Istituto Superiore di Sanità https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/t/trombosi-venosa-profonda