Cos'è l'aterosclerosi: sintomi da conoscere, cura e prevenzione
Comprendere le cause dell'aterosclerosi, distinguerne i sintomi e conoscere le strategie di prevenzione, può aiutare a proteggere la salute cardiovascolare.

L'aterosclerosi è una patologia causata da un processo degenerativo e infiammatorio a carico della parete delle arterie, che si ispessiscono e perdono elasticità, determinando una riduzione del flusso sanguigno che raggiunge i diversi tessuti del corpo.
Come conseguenza di questo processo si assiste all'accumulo di cellule infiammatorie, grassi, colesterolo, calcio e altre sostanze presenti nel sangue nelle pareti arteriose, con la formazione di placche aterosclerotiche (dette anche ateromi). Nelle fasi più avanzate della malattia queste possono calcificare causando necrosi.

È una patologia tipica dell'età adulta e avanzata e viene talvolta indicata come "arteriosclerosi". In realtà, con questo termine si identificano tutte le forme di indurimento e ispessimento delle arterie, causate anche da fenomeni diversi dal deposito di placche.
Cause e fattori di rischio dell’aterosclerosi
La formazione delle placche aterosclerotiche è un fenomeno multifattoriale al quale concorrono diversi fattori di rischio, alcuni modificabili e altri no.
Tra i fattori di rischio non modificabili vanno citati:
Età avanzata;
Sesso maschilegli ormoni femminili proteggono le donne almeno fino alla menopausa;
Familiaritàfavorisce la patologia la presenza di parenti di primo grado colpiti da eventi cardiovascolari, come infarto o ictus, prima dei 55 anni negli uomini e prima dei 60 nelle donne.
Tra i fattori di rischio modificabili legati agli stili di vita, troviamo:
Alimentazione non adeguatauna dieta a base di cibi raffinati e grassi saturi di origine animale e idrogenati, ipercalorica, con eccesso di sale e zuccheri e povera di fibre, minerali e vitamine favorisce la patologia e l'insorgenza di dislipidemie;
Fumoche indurisce la parete delle arterie; Ipertensione, che può danneggiare meccanicamente le arterie attivando il processo infiammatorio-degenerativo delle pareti;
Diabeteche accresce il rischio di aterosclerosi a causa degli alti livelli di zucchero nel sangue;
Sindrome metabolicasovrappeso e obesità (in particolare addominale), che attivano processi infiammatori;
Sedentarietà
Quali sono i sintomi dell'aterosclerosi?
L'aterosclerosi si sviluppa lentamente nel corso della vita e può rimanere silente per decenni, senza causare alcun sintomo.
Quando compaiono, generalmente dopo i 40 anni, significa che la situazione è già compromessa dalla presenza di placche che hanno ristretto o ostruito il flusso ematico. In questi casi i sintomi sono simili a quelli dell'infarto, come il dolore toracico.

Quando si arriva a questo stadio, il rischio di complicanze è ormai molto elevato. L'aterosclerosi è infatti una delle cause principali di malattie cardiovascolari e può degenerare in trombosi.
La trombosi è l’occlusione acuta di un'arteria che può causare:
- Angina pectoris: dolore toracico causato da una temporanea riduzione dell'afflusso di sangue al cuore;
- Cardiopatia coronarica: condizione in cui le coronarie, che garantiscono l'afflusso di ossigeno al cuore, subiscono un restringimento significativo;
- Infarto del miocardio: dovuto alla necrosi di una parte del tessuto muscolare del cuore provocata dal restringimento o dall'ostruzione di una coronaria;
- Ictus: danno a una parte del cervello per riduzione dell'apporto di ossigeno;
- Attacco ischemico transitorio (TIA): breve interruzione dell'irrorazione sanguigna in una parte del cervello, che a differenza dell'ictus si risolve in poco tempo;
- Ipertensione arteriosa nefrovascolare e insufficienza renale.
La diagnosi di aterosclerosi
Il sospetto di aterosclerosi può sorgere nel corso di una semplice visita qualora siano presenti, ad esempio, un sibilo al petto, anomalie del battito cardiaco o altri segni che il cardiologo è in grado di interpretare. Tuttavia, la diagnosi giunge solo dopo alcuni esami particolari:
Esami del sanguedeterminano i livelli di colesterolo, glucosio e altri indicatori di aterosclerosi;
Ecodopplermisura il flusso di sangue nei vasi dei diversi distretti del corpo;
Elettrocardiogrammaanalizza l'attività elettrica del cuore;
Test da sforzoverifica la funzionalità cardiaca in situazioni di stress;
Ecocardiogrammavaluta la performance e la morfologia del muscolo cardiaco e i flussi ematici attraverso le valvole;
Angio-TAC e angio-RMNvisualizzano lo stato di salute delle arterie, evidenziando indurimenti, restringimenti, aneurismi e depositi di calcio.¹˒³
Come prevenire l’aterosclerosi
La prevenzione dell'aterosclerosi si basa principalmente sul controllo dei fattori di rischio e sulla riduzione del colesterolo LDL e dell’ipertensione. Per raggiungere questi obiettivi è importante un cambiamento negli stili di vita e l’impiego di farmaci.
Uno stile di vita sano, prevede:
- mantenere sotto controllo i livelli di colesterolo;
- controllare la pressione arteriosa;
- seguire un'alimentazione equilibrata;
- praticare regolarmente attività fisica;
- evitare il fumo;
- mantenere un peso corporeo adeguato;
- controllare il diabete.
Trattamento dell’aterosclerosi: farmacologico e chirurgico
Il trattamento dell'aterosclerosi ha l'obiettivo di controllare i fattori di rischio e ridurre la progressione della malattia. Dal punto di vista farmacologico possono essere utilizzati:
- Anticolesterolemici, come le statine e gli inibitori dell'assorbimento del colesterolo;
- Anti-ipertensivi;
- Antiaggreganti, che riducono la formazione di trombi nelle arterie;
- Antidiabetici, per mantenere nella norma i livelli di glicemia.
In alcuni casi possono essere necessari interventi destinati a trattare le placche e le lesioni aterosclerotiche.
Opzioni parachirurgiche, come l’angioplastica e lo stent. In un intervento di angioplastica viene inserito un catetere attraverso l’arteria radiale o femorale fino a raggiungere la placca aterosclerotica.
Il lume del vaso viene dilatato per mezzo di un palloncino, fatto giungere in sede tramite lo stesso catetere, che viene gonfiato così da riaprire il flusso di sangue. Il catetere e il palloncino vengono così rimossi.
In alternativa al palloncino può essere impiegato uno stent, cioè un piccolo tubo in rete metallica che apre l’occlusione. In questo caso lo stent rimane in sede così da prevenire la richiusura;
Opzione chirurgica: il by-pass. In alcuni casi si può ricorrere a un vero e proprio intervento chirurgico per la realizzazione di una sorta di "ponte" che supera l’occlusione. Si preleva una parte di vena safena o di arteria mammaria e si confeziona così un percorso alternativo per il flusso sanguigno.