SCOMPENSO CARDIACO

I sintomi e la diagnosi dello scompenso cardiaco

Riconoscere precocemente i sintomi dello scompenso cardiaco e sapere come si arriva alla diagnosi per una gestione consapevole della condizione. 

Professionista sanitario esegue un'ecografia del torace su una persona distesa su un lettino, osservando le immagini visualizzate sul monitor dell'ecografo.

Lo scompenso cardiaco, o insufficienza cardiaca, è una condizione caratterizzata dall'incapacità del cuore di pompare quantità di sangue adeguate a raggiungere i diversi tessuti e organi. 

Ciò determina un accumulo di liquidi a livello degli arti inferiori, dei polmoni e di altri apparati. 

Complice l'allungamento della vita, questa patologia, che colpisce maggiormente gli anziani, ha un peso sempre maggiore in tutti i Paesi occidentali: attorno ai 65 anni costituisce infatti la prima causa di ricovero ospedaliero.

I sintomi dello scompenso cardiaco

Lo scompenso cardiaco può manifestarsi in modo acuto o cronico. 

Nel primo caso compaiono sintomi improvvisi come la difficoltà di respirare (dispnea), che può evolvere in edema polmonare acuto. 

Nella forma cronica, invece, la sintomatologia tende a essere meno evidente all'inizio per poi peggiorare nel tempo.
Per questa ragione può capitare che nelle fasi iniziali il paziente ignori i disturbi, spesso perché li attribuisce a cause gastrointestinali, come può accadere quando è presente un lieve dolore toracico. 

Tra gli altri sintomi iniziali troviamo anche una tosse persistente e secca, senso di affaticamento e una leggera difficoltà a respirare durante sforzi.

Persona anziana con una mano sul petto seduta sul divano, assistita da due persone, una delle quali parla al telefono.

Nelle fasi più avanzate della forma cronica questi sintomi tendono a peggiorare e se ne aggiungono altri, quali: 

  • edema a piedi e gambe; 
  • gonfiore addominale; 
  • nausea e calo dell'appetito; 
  • confusione mentale e difficoltà di concentrazione; 
  • sonno disturbato; 
  • tosse grassa; 
  • aumento della minzione notturna; 
  • tachicardia; 
  • respiro sibilante; 
  • aumento di peso dovuto all'accumulo di liquidi.

Come si diagnostica lo scompenso cardiaco 

Lo scompenso cardiaco non è sempre facile da diagnosticare, in particolar modo all'inizio quando può addirittura essere quasi asintomatico.

Il primo passo è la visita cardiologica, nel corso della quale il medico si informa sui sintomi, sulla storia clinica del paziente e pone domande per verificare la presenza di fattori di rischio come ipertensione, malattia coronarica o diabete. Durante la visita il medico ausculta il cuore e i polmoni con il fonendoscopio. 

Gli esami del sangue e strumentali 

Il cardiologo potrebbe esaminare le vene del collo e controllare eventuali gonfiori a gambe e addome.⁵ Può inoltre prescrivere alcune indagini di laboratorio e strumentali.

Tra gli esami di laboratorio troviamo alcuni esami del sangue, in particolare il dosaggio dei peptidi natriuretici, che danno un'indicazione dello sforzo a cui è sottoposto il cuore.

Per quanto riguarda gli esami strumentali vanno citati: 

  • Radiografia del torace: mostra le condizioni di cuore e polmoni; 
  • Elettrocardiogramma: registra i segnali elettrici del cuore, evidenziando eventuali anomalie nel ritmo; 
  • Ecocardiogramma: utilizza onde sonore per creare immagini del cuore in movimento, mostrando dimensioni, struttura, valvole e flusso sanguigno. È utile anche per valutare la frazione di eiezione, cioè la percentuale di sangue che viene espulsa dal cuore a ogni battito. Questo valore aiuta a classificare l'insufficienza cardiaca e a guidare il trattamento; 
Professionista sanitario controlla un monitor mentre una persona cammina su un tapis roulant con elettrodi applicati al torace e un dispositivo di monitoraggio alla vita.
  • Test da sforzo: prevedono attività fisica su tapis roulant o cyclette mentre il cuore viene monitorato con l'elettrocardiogramma; 
  • TC cardiaca: utilizza raggi X per creare immagini tridimensionali e dettagliate del cuore; 
  • Risonanza magnetica cardiaca: impiega campi magnetici e onde radio per ottenere immagini tridimensionali del cuore e delle strutture annesse in modo estremamente dettagliato; 
  • Coronarografia: aiuta a identificare ostruzioni nelle arterie coronarie. Viene eseguita inserendo un catetere in un vaso sanguigno, in genere partendo dall'inguine, e facendolo proseguire fino al cuore. Un liquido di contrasto consente di visualizzare le arterie nelle immagini radiografiche.

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