FIBRILLAZIONE ATRIALE

Le differenze tra fibrillazione atriale e il flutter atriale

Due condizioni del ritmo cardiaco strettamente correlate, ma non identiche: scopri cosa cambia

Persona distesa su un lettino durante un elettrocardiogramma, con elettrodi applicati al torace e personale sanitario che controlla l'esame e il tracciato stampato.

La fibrillazione atriale viene spesso confusa, dai pazienti e dai loro caregiver, con un'altra condizione cardiaca dal nome simile: il flutter atriale. In entrambi i casi si tratta di aritmi nello specifico, di tachiaritmie sopraventricolari che hanno origine dalle camere superiori cardiache, gli atri.

Si verificano quando i segnali elettrici che fanno contrarre le camere del cuore si manifestano in modo anomalo e più rapidamente del normale. Ciò che differisce è il modo in cui questa attività elettrica è organizzata.

Elettrocardiogramma stampato su carta millimetrata, tenuto in mano, con diversi tracciati dell'attività elettrica cardiaca.

In cosa si differenziano la fibrillazione atriale e il flutter atriale? 

L'impulso elettrico che genera i battiti cardiaci è prodotto e trasmesso in modo diverso nelle due patologie. 

  • Nella fibrillazione atriale, i due atri ricevono segnali elettrici disorganizzati che li portano a battere in modo scoordinato rispetto ai due ventricoli. Questo dà luogo a un ritmo cardiaco totalmente irregolare e rapido. Se la frequenza cardiaca normale è di 60-100 battiti al minuto, nella fibrillazione atriale questa varia generalmente tra 100 e 175 battiti al minuto.
  • Nel flutter atriale, invece, la frequenza è elevata, fino a 300 battiti al minuto. Tuttavia, gli atri ricevono segnali elettrici organizzati. 

 
La conseguenza è che in entrambi i casi gli atri battono velocemente e in modo non sincronizzato con i ventricoli, ma soltanto nella fibrillazione atriale tremano e si agitano invece di contrarsi.

Tanto nella fibrillazione atriale quanto nel flutter atriale, questi ritmi rapidi e irregolari aumentano il rischio di formazione di coaguli di sangue (trombi) e conseguentemente di ictus. 

Le persone con una storia di flutter atriale hanno un rischio maggiore, rispetto alla popolazione generale, di sviluppare una fibrillazione atriale in futuro.

La sintomatologia e i fattori di rischio 

La sintomatologia è abbastanza simile nelle due condizioni e molti pazienti di entrambe le patologie possono essere del tutto asintomatici. Quando invece i sintomi sono presenti, possono manifestarsi: 

  • Linea che rappresenta il battito cardiaco su un elettrocardiogramma
    Palpitazioni
  • freccia verso il basso
    Affaticamento
  • una testa stilizzata circondata da frecce concentriche
    Vertigini o svenimenti
  • rappresentazione dei polmoni
    Fiato corto
  • torso di una persona con un simbolo di bruciore sul torace
    Dolore o fastidio al petto

Sono simili anche i fattori di rischio per il flutter atriale e la fibrillazione atriale. Entrambe le patologie sono più frequenti in chi: 

  • Cuore con freccia verso l'alto, simbolo di pressione sanguigna alta
    È affetto da ipertensione arteriosa
  • Silhouette di persona che si appoggia ad un bastone
    Ha un'età avanzata
  • Icona che rappresenta il sovrappeso come fattore di rischio per la salute.
    È obeso
  • un'illustrazione di un cuore anatomico
    Ha cardiopatie o malattie valvolari.

Le terapie della fibrillazione atriale e del flutter atriale 

Molte similitudini si osservano anche nel trattamento della fibrillazione atriale e del flutter atriale. Per entrambe le patologie le terapie hanno gli stessi obiettivi: ripristinare il ritmo normale del cuore e prevenire la formazione di trombi. Le terapie di entrambe le condizioni possono richiedere l’uso di farmaci, la cardioversione elettrica o l'impianto di device.


La terapia farmacologica della fibrillazione e del flutter 

Vengono impiegate varie classi di farmaci, tra i quali: 

  • calcioantagonisti e betabloccanti, che regolarizzano la frequenza cardiaca; 
  • amiodarone, propafenone e flecainide, che ripristinano il ritmo sinusale, cioè regolare; 
  • anticoagulanti: warfarin o i cosiddetti anticoagulanti orali diretti (DOAC) non antagonisti della vitamina K che prevengono trombosi e quindi ictus e infarto.
Persona assume una compressa accompagnandola con un bicchiere d'acqua.

La cardioversione elettrica 

La cardioversione elettrica consiste nella somministrazione di scariche elettriche controllate che hanno lo scopo di riportare il ritmo cardiaco nella norma.

Questa terapia è riservata in genere a chi non risponde ai farmaci e consiste nell'erogazione di uno shock elettrico per mezzo di un defibrillatore mentre il paziente è sedato. In questo modo, la corrente continua emessa risincronizza l'attività elettrica del cuore.

Si tratta di una metodica sicura eseguita a digiuno, in regime di day hospital, dopo aver sospeso la terapia farmacologica in corso.

Mani che impugnano le piastre di un defibrillatore, con monitor del dispositivo che mostra un tracciato cardiaco.

Ablazione transcatetere 

L’ablazione transcatetere è di una procedura chirurgica mininvasiva finalizzata alla distruzione di cellule anomale nell'atrio sinistro che generano l'aritmia. 

La procedura è indicata generalmente nei pazienti che non hanno tratto beneficio dalla terapia farmacologica e consiste nell'inserimento di un catetere che dall'inguine procede fino al cuore. Sulla punta è collocato un dispositivo che emette energia a radiofrequenza in grado di distruggere la piccola area cardiaca che genera l’impulso anomalo alla base della fibrillazione atriale o del flutter.

L’efficacia varia nelle due patologie. Nella fibrillazione atriale varia tra il 75% al 90%dei casi,.  Nel flutter dipende dai casi. Nella forma definita "comune" l’ablazione è efficace a lungo termine attorno fino al 95% dei casi ed è pertanto la prima scelta terapeutica. 

Mani con guanti medicali blu che preparano un sottile ago collegato a un dispositivo medico, con una persona distesa sullo sfondo.

Esistono tuttavia casi in cui l’efficacia si riduce al 70%: si tratta del cosiddetto flutter atriale atipico, in cui il punto dove si genera l’impulso anomalo è collocato nell’atrio destro, in una zona meno raggiungibile. Ciò richiede pertanto una procedura più lunga e complessa. In questo secondo caso l’ablazione è impiegata solo su quei pazienti che non tollerano il trattamento farmacologico a lungo termine, oppure quando questo è inefficace. 


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