Fibrillazione atriale notturna: sintomi, cause e fattori di rischio
Comprendere quali sintomi possono comparire durante la notte e quali fattori favoriscono la fibrillazione atriale può aiutare a riconoscere questa aritmia e a gestirla in modo più consapevole.

Con il termine fibrillazione atriale si fa riferimento a un'aritmia cardiaca prodotta da un'attivazione elettrica degli atri anomala e particolarmente rapida (oltre le 170 pulsazioni al minuto) che dà luogo a battiti irregolari. La conseguenza è una riduzione della gittata cardiaca: in altre parole, il cuore non riesce a pompare adeguatamente il sangue ai diversi organi e apparati.
Quali sono i sintomi della fibrillazione atriale notturna?
La fibrillazione atriale non causa sempre sintomi. Quando si manifestano, possono comprendere:
Sensazione di battito cardiaco rapido e irregolare
Dolore o pressione al petto
Vertigini
Difficoltà respiratorie
Ansia
Sudorazione
Debolezza e affaticamento
Sensazione di svenimento
Confusione
Le cause e i fattori di rischio della fibrillazione atriale notturna
Ci sono diverse cause e condizioni predisponenti alla base della fibrillazione atriale notturna. Tra le più comuni troviamo:
- un pregresso infarto del miocardio;
- una malattia coronarica;
- lo scompenso cardiaco;
- patologie delle valvole cardiache;
- ipertensione;
- cardiopatie congenite e reumatiche;
- pericardite;
- cardiomiopatia ipertrofica;
- ipertiroidismo;
- alcune malattie polmonari;
- alterazioni degli elettroliti, in particolare del potassio;
- diabete.
Perché la fibrillazione atriale viene spesso di notte?
Tra le cause predisponenti meno noto è il ruolo del sonno. È ampiamente dimostrato che la patologia può manifestarsi frequentemente durante le ore notturne, mentre si riposa: è la cosiddetta fibrillazione atriale notturna. Alcune patologie del sonno possono favorire gli episodi aritmici, specialmente quando il paziente dorme in alcune specifiche posizioni.
Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno
La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno è una patologia caratterizzata dalla presenza di numerose interruzioni della respirazione durante il sonno causate da micro-risvegli che, a loro volta, hanno un impatto non solo sulla qualità del sonno e del riposo, ma anche sulla salute del sistema nervoso e dell'apparato cardiovascolare.
Questa condizione può sostenere o intensificare i sintomi della fibrillazione atriale notturna. Non a caso è stato dimostrato che la presenza di apnee notturne aumenta fino a quattro volte il rischio di sviluppare questa aritmia. I pazienti che ne sono affetti presentano un'elevata prevalenza di apnee notturne. Le apnee possono inoltre causare danni al cuore, tra cui un rallentamento della velocità di conduzione elettrica.
Patologie del sonno
L'insonnia e la paralisi del sonno, possono essere associate a sintomi della fibrillazione atriale notturna.
Secondo la British Cardiovascular Society, dati osservazionali suggeriscono che il sonno disturbato può aumentare il rischio di sviluppare questa condizione e aumentare il rischio di episodi di fibrillazione in persone che già convivono con l'aritmia. La ragione va ricercata nel fatto che i disturbi del sonno possono alterare i livelli di diversi ormoni e i processi metabolici che contribuiscono a un ritmo cardiaco normale.

Ansia e fibrillazione atriale notturna
Un altro fattore che lega il sonno alla fibrillazione atriale l'ansia, che notoriamente innescare episodi aritmici e tende spesso a manifestarsi una volta che ci si corica.
Fibrillazione atriale notturna e posizione nel sonno
Tutti questi fattori possono essere esacerbati dalla posizione in cui dormiamo.
Uno studio del 2021 pubblicato da Frontiers in Physiology ha mostrato come per il 22% dei soggetti gli episodi di fibrillazione atriale notturna fossero scatenati da una specifica posizione del corpo: quasi il 60% di questi, infatti, li ha avuti quando dormiva sul lato sinistro.
Secondo i ricercatori, questa posizione può provocare un aumento di volume dell'atrio sinistro e delle vene polmonari destre, aumentando così lo stress sul cuore e favorendo la comparsa della fibrillazione negli individui predisposti.
La fibrillazione atriale notturna e le conseguenze sul sonno
Non sono solo il sonno e le sue patologie a favorire la fibrillazione atriale, ma anche il contrario è vero.
Chi è affetto da questa condizione ha maggior rischio di dormire male, alimentando così un circolo vizioso. I sintomi cardiaci notturni possono infatti rendere difficile addormentarsi e mantenere il sonno, come dimostrato da uno studio del 2018 pubblicato da Heart Rhythm

Cosa fare allora per dormire bene? Prima di tutto, occorre curare le patologie del sonno seguendo un corretto programma terapeutico presso un centro specializzato.
L'insonnia, la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno e le altre patologie del sonno vanno correttamente diagnosticate e trattate. Oggi esistono infatti terapie efficaci per tutte queste condizioni da affiancare ai cambiamenti negli stili di vita.
Ecco alcuni consigli per ridurre il rischio di episodi di fibrillazione atriale notturna:
- evitare di dormire sul lato sinistro;
- seguire una routine corretta di sonno-veglia;
- dormire circa 8 ore a notte;
- dormire in un ambiente fresco, silenzioso e confortevole;
- evitare l'uso di stimolanti come alcol, nicotina o caffeina, in particolare prima di dormire;
- fare attività fisica regolare, ma evitare di praticarla poco prima di coricarsi;
- mantenere un buon indice di massa corporea;
- smettere di fumare;
- praticare esercizi di respirazione profonda o meditazione prima di andare a letto.