COS'È E COME FUNZIONA LA TERAPIA ANTIAGGREGANTE?
Quando si parla di terapia antiaggregante si fa riferimento all’impiego di farmaci antiaggreganti piastrinici, cioè principi attivi che impediscono alle piastrine di aggregarsi formando coaguli di sangue. Quando il corpo subisce una lesione, queste – che di fatto sono frammenti cellulari – si aggregano per formare il cosiddetto tappo emostatico che ha la funzione di arrestare il sanguinamento. Tuttavia in alcune condizioni un eccesso di aggregazione può portare alla formazione di coaguli che ostruiscono i vasi sanguigni, causando trombi che possono dar luogo a gravi eventi cardiovascolari come infarto e ictus. In questi casi la terapia antiaggregante è prescritta proprio per prevenire queste condizioni in pazienti ad alto rischio.1,2,3,4
In quali casi serve una terapia antiaggregante?
Le patologie e le condizioni più comuni che aumentano il rischio di trombi, e quindi che richiedono la prescrizione di una terapia antiaggregante, sono le seguenti:
- Angina pectoris;
- Malattia coronarica;
- Malattia vascolare periferica;
- Attacchi ischemici transitori;
- Presenza di segni premonitori di un possibile infarto;
- Presenza di segni premonitori di un possibile ictus;
- Storia di infarto o ictus;
- Dopo interventi chirurgici come bypass coronarico, angioplastica o chirurgia delle valvole cardiache.1,4,5
In queste condizioni il trattamento antiaggregante è in grado di ridurre fino a un quarto il rischio di eventi vascolari gravi.5
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PP-PF-CAR-IT-0057-1







